Non ci crederete eppure rieccomi qui, dopo pochi giorni , con un' altra recensione. Se notate qualche errore, per favore non fateci caso, è tardi e io volevo assolutamente postare.
Autore: Roberta Gately
Titolo: Le ragazze di Kabul
Editore: Newtpn Compton Editore -Gli Insuperabili.
Pgine: 325
Trama
Due destini che si incrociano, sulle labbra il colore rosso della passione. Elsa è americana, ha ventidue anni e fa l'infermiera in un piccolo villaggio dell'Afghanistan. Ogni giorno i suoi occhi vedono povertà, dolore, orrore e devastazione. Ma Elsa è una donna coraggiosa e ostinata e continua a lavorare senza sosta. Si adatta ai costumi locali e indossa il burqa, senza però rinunciare alla sua grande passione: il rossetto. Nascosta sotto abiti pesanti, Elsa ogni mattina continua a colorare le sue labbra. Rosso ciliegia, malva, rosa, sfumature che l'aiutano a sorridere e ad andare avanti, anche quando la legge sanguinaria dei talebani arriva nel suo villaggio. Parween è una giovane e ribelle afgana, che come Elsa non si piega alla repressione del regime. I talebani le hanno ucciso il marito e lei vuole vendetta. Sarà proprio un rossetto, ritrovato per caso dopo la spaventosa esplosione di un autobus, a farle incontrare. È l'inizio di un'amicizia che cambierà per sempre la vita di entrambe.
Opinione personale
Mamma mia che bel libro! Meno male che esistono libri così…libri che compri senza quasi sapere perché, e poi, una volta finiti di leggerli, ti accorgi che ti hanno sorpresa. La trama è resa molto bene, scritto in modo scorrevole, senza troppi paroloni complicati, pur trattando spesso argomenti medici. Buona l’idea di dividere il libro in parti: si ha proprio l’idea, in questo modo, che la storia ‘si evolva’, in tutti i sensi. I personaggi hanno tutti una loro personalità, e l’ambientazione è stata davvero curata. Si sente che l’autrice non si è solo documentata ma ha vissuto sulla sua pelle esperienze simili a quella trattata. E si capirebbe anche se non lo avesse scritto nelle note a fine libro. Solo nelle prime pagine la storia è un po’ più lenta, ma poi si riprende, fino ad arrivare ad un finale che ti lascerà col fiato sospeso fino all’ultima riga. Quello che mi ha colpito maggiormente, però, è stato come l’autrice abbia reso bene i pensieri, gli usi e costume dell’Afghanistan. Come ne abbia colto la personalità e l’essenza. Per certi versi, anche se non allo stesso livello, mi ha ricordato ‘Il cacciatore di aquiloni’ di Hosseini Ho scoperto , leggendo questo libro, che mi piace leggere storie ambientate in questa terra bellissima, ma altrettanto martoriata, tant’è vero che ho notato che in libreria c’è un altro libro di quest’autrice e sto pensando di comprarlo. Vedremo. Piccola postilla finale che vorrei fare ai traduttori dei libri, soprattutto della Newton Compton. Potreste tradurre i titoli dei libri un po’ più fedelmente? Il titolo del libro in originale è ‘Lipstick in Afghanistan’(Rossetti in Afghanistan’). ‘Le ragazze di Kabul’, non è proprio il massimo della traduzione. Uno perché la storia non è ambientata a Kabul bensì a Bamiyan, due perché veramente a fare da sfondo a tutta la storia sono i rossetti. E’ il rossetto, simbolo di femminilità per eccellenza, a portare avanti le fila della storia. E’ questo piccolo oggetto, che ogni ragazza o donna porta con sé, ad unire due ragazze tanto diverse.
Citazioni
‘Aveva sorriso alla propria immagine come se la vedesse la prima volta. Il rituale stesso di indossare il rossetto, darsi quel morbido colore sulle labbra e stringerle per stenderlo in modo uniforme ,e, infine guardarsi allo specchio ,l’aveva affascinata’
‘Sua cugina aveva estratto un vecchio tubetto che conteneva una specie di cera colorata e gliel’ aveva applicata sulle labbra e quando lei si era guardata di nuovo allo specchio, e si era vista le labbra ravvivate da un lucido rosso, non era riuscita a contenere la gioia . si era sentita grande e bella come le donne che si accalcavano attorno alla sposa, ed era affascinata dall’ immagine a cui il trucco aveva dato vita’
giovedì 28 marzo 2013
lunedì 25 marzo 2013
1Q84, libro terzo.
Finalmente la recensione del libro di Gennaio...
Autore: Haruki Murakami
Titolo: 1Q84
Editore: Einaudi
Pgine: 395
Trama
Ci sono amori che devono attraversare universi per incontrarsi. Ci sono amori che devono superare ostacoli, difficoltà, avversari, enigmi. Amori che devono, soprattutto, vincere le paure interiori inquietanti e terribili come piccole creature che albergano dentro di noi per poter creare a propria volta un mondo in cui non ci sia più la paura, un mondo nuovo in cui essere al sicuro in due. Aomame e Tengo vivono da sei mesi in una realtà che non è la loro, un mondo "al di là dello specchio" su cui brillano due lune. Divisi e braccati, costantemente in pericolo di vita, sembra che tutto congiuri per impedire che si incontrino. Sulle loro tracce, oltre la setta Sakigake e forze ancora più sfuggenti e misteriose, adesso c'è anche l'investigatore privato Ushikawa, un ostinato segugio il cui bizzarro aspetto fisico (guardarlo "era come trovarsi di fronte a uno specchio deformante, e tuttavia nitido in modo spiacevole") si accompagna ad un intuito strepitoso. Ushikawa, però, è anche il terzo, inedito punto di vista che, alternandosi a Tengo e Aomame, accompagna il lettore nella vertiginosa conclusione di 1Q84. Qui Murakami tira le fila di tutte le trame, i personaggi, gli enigmi con cui ha costruito la sua narrazione: le domande, le coincidenze, i misteri daranno corpo a una nuova verità, come una costellazione che all'improvviso rivela il suo disegno. Murakami ha creato un universo per raccontarci come si creano gli universi.
Opinione personale
Ho letto questo libro soprattutto perché ero veramente curiosa di leggere il seguito, e di scoprire come andava a finire. Devo dire che per certi versi è stata una lettura migliore dei primi due libri( che in Italia sono stati pubblicati in un unico volume). Questo terzo libro è più ’incalzante’, sembra quasi che sia tu lettore che ti senti braccata dal Sgikake. Il racconto è scritto in modo più fluido, con meno parti noiose e pesanti rispetto al precedente. E’ un viaggio incalzante, emozionante, pieno di sorprese e non sai mai dove poggerai il piede il passo successivo, eppure continui ad andare avanti Vai avanti a leggere, per sapere, per essere in qualche modo ‘rassicurata’. A mio personalissimo parere trovo che gli scrittori giapponesi (pur conoscendo solo la Yohimoto ed essendo 1Q84 la mia prima avventura con Murakami ) hanno un qualcosa di diverso dagli altri scrittori. Scrivono in un modo delicato, quasi non volessero disturbare. Ti trascinano in un altro mondo., è difficile da spiegare a chi non a mai provato a leggere autori occidentali. Secondo me è un ‘esperienza che va fatta, almeno una volta nella vita. Quello che mi ha colpito di questo libro è stata la varietà dei tremi trattati, in 1Q84 c’è davvero tanto. C’è il tema della solitudine, del crescere, della sessualità, della religione, della società, dell’amore, del’ amicizia e perfino dell’invecchiare. L’unico avvertimento che posso dare a chi sta per leggere il terzo libro di Murakami, o a chi si sta accostando a questo libro in generale, quando poi arriverà al terzo libro, è quello di non leggere quest’ultima parte cercando tutte le risposte. Mi spiego meglio: Murakami ha risolto parte degli enigmi del libro,, eppure nella conclusione ha lasciato degli enigmi ‘aperti’. E solo lui sa se lo ha fatto per far viaggiare la nostra fantasia, o perché potrebbe esserci un ipotetico ‘1Q85’. Come diceva Manzoni…Ai posteri l’ardua sentenza.
Citazioni
Amare qualcuno dal profondo del cuore è comunque una grande consolazione Anche se si è soli e non si riesce a stare con quella persona.
La maggior parte delle persone non crede nella verità, ma in ciò che desidera sia la verità.
Per quanto uno possa riscrivere il passato, minuziosamente e con diligenza, non può modificare la propria condizione presente.
Autore: Haruki Murakami
Titolo: 1Q84
Editore: Einaudi
Pgine: 395
Trama
Ci sono amori che devono attraversare universi per incontrarsi. Ci sono amori che devono superare ostacoli, difficoltà, avversari, enigmi. Amori che devono, soprattutto, vincere le paure interiori inquietanti e terribili come piccole creature che albergano dentro di noi per poter creare a propria volta un mondo in cui non ci sia più la paura, un mondo nuovo in cui essere al sicuro in due. Aomame e Tengo vivono da sei mesi in una realtà che non è la loro, un mondo "al di là dello specchio" su cui brillano due lune. Divisi e braccati, costantemente in pericolo di vita, sembra che tutto congiuri per impedire che si incontrino. Sulle loro tracce, oltre la setta Sakigake e forze ancora più sfuggenti e misteriose, adesso c'è anche l'investigatore privato Ushikawa, un ostinato segugio il cui bizzarro aspetto fisico (guardarlo "era come trovarsi di fronte a uno specchio deformante, e tuttavia nitido in modo spiacevole") si accompagna ad un intuito strepitoso. Ushikawa, però, è anche il terzo, inedito punto di vista che, alternandosi a Tengo e Aomame, accompagna il lettore nella vertiginosa conclusione di 1Q84. Qui Murakami tira le fila di tutte le trame, i personaggi, gli enigmi con cui ha costruito la sua narrazione: le domande, le coincidenze, i misteri daranno corpo a una nuova verità, come una costellazione che all'improvviso rivela il suo disegno. Murakami ha creato un universo per raccontarci come si creano gli universi.
Opinione personale
Ho letto questo libro soprattutto perché ero veramente curiosa di leggere il seguito, e di scoprire come andava a finire. Devo dire che per certi versi è stata una lettura migliore dei primi due libri( che in Italia sono stati pubblicati in un unico volume). Questo terzo libro è più ’incalzante’, sembra quasi che sia tu lettore che ti senti braccata dal Sgikake. Il racconto è scritto in modo più fluido, con meno parti noiose e pesanti rispetto al precedente. E’ un viaggio incalzante, emozionante, pieno di sorprese e non sai mai dove poggerai il piede il passo successivo, eppure continui ad andare avanti Vai avanti a leggere, per sapere, per essere in qualche modo ‘rassicurata’. A mio personalissimo parere trovo che gli scrittori giapponesi (pur conoscendo solo la Yohimoto ed essendo 1Q84 la mia prima avventura con Murakami ) hanno un qualcosa di diverso dagli altri scrittori. Scrivono in un modo delicato, quasi non volessero disturbare. Ti trascinano in un altro mondo., è difficile da spiegare a chi non a mai provato a leggere autori occidentali. Secondo me è un ‘esperienza che va fatta, almeno una volta nella vita. Quello che mi ha colpito di questo libro è stata la varietà dei tremi trattati, in 1Q84 c’è davvero tanto. C’è il tema della solitudine, del crescere, della sessualità, della religione, della società, dell’amore, del’ amicizia e perfino dell’invecchiare. L’unico avvertimento che posso dare a chi sta per leggere il terzo libro di Murakami, o a chi si sta accostando a questo libro in generale, quando poi arriverà al terzo libro, è quello di non leggere quest’ultima parte cercando tutte le risposte. Mi spiego meglio: Murakami ha risolto parte degli enigmi del libro,, eppure nella conclusione ha lasciato degli enigmi ‘aperti’. E solo lui sa se lo ha fatto per far viaggiare la nostra fantasia, o perché potrebbe esserci un ipotetico ‘1Q85’. Come diceva Manzoni…Ai posteri l’ardua sentenza.
Citazioni
Amare qualcuno dal profondo del cuore è comunque una grande consolazione Anche se si è soli e non si riesce a stare con quella persona.
La maggior parte delle persone non crede nella verità, ma in ciò che desidera sia la verità.
Per quanto uno possa riscrivere il passato, minuziosamente e con diligenza, non può modificare la propria condizione presente.
giovedì 7 marzo 2013
Libri Random
Non sono ancora pronta con la recensione del libro di Gennaio, e nel frattempo ho finito quello di Febbraio. Prendetemi in giro ma per me la recensione di un libro è qualcosa da meditare, e a cui riflettere seriamente. Inoltre sono alle prese con un problemino sul lavoro( mi sono dovuta rivolgere a un sindacato, e ho detto tutto)quindi non ho la testa. Però posso farvi una carrellata di immagini di varie cose a random, no?^_-
Allora cominciamo.
Quello che segue è il libro di Gennaio che vi devo recensire
Allora cominciamo.
Quello che segue è il libro di Gennaio che vi devo recensire
Ovviamente è il libro conclusivo( si spera, poi capirete con la recensione) del libro 1 e 2 che ho recensito l'anno scorso.
Invece a Febbraio, come lettura quaresimale, mi sono letta questo
Lettura interessante davvero.In alcuni punti mi sono commossa. Ma non credo che detto da me faccia testo dato che mi commuovo con molto poco.^^;
Mio padre, che Dio lo benedica, mi ha fatto un regalo un po' in ritardo( ma non per colpa sua) di Natale: Mi ha regalato una Posta Pay con su qualche soldino, e usufruendo di questo dono in aspettato, anche grazie al fatto che dove lavoro ho degli sconti, e unito a un ulteriore buono sconto che avevo, per la modica cifra di 7 euro ho acquistato due libri. e sono questi:
Le trame di entrambi parevano interessanti così li ho acquistati ad occhi chiusi. Sul primo ci avevo messo gli occhi su da un po'....indovinate quale dei due è in lettura?
Infine sto rileggendo un libro, che è esattamente...
...questo. Io è difficile che legga due libri insieme, anche se uno dei due è una rilettura, ma questo libro lo adoro troppo, mi piace più del celeberrimo 'Codice da Vinci', forse c'entra qualcosa il fatto che è ambientato a Roma, la mia città natale che porto nel cuore.
E con questo vi saluto, sempre ammesso che ci sia qualcuno da salutare *_*;
giovedì 21 febbraio 2013
chiacchiere e recensione
Sono di nuovo qui dopo quasi due mesi, ho lasciato anche trascorrere l'anniversario di questo blog, non che sia una cosa importante, però volevo festeggiare con una recensione. E ho letto eh? A gennaio solo un libro( ma in intenso)e adesso, tempo di Quaresima mi sto dedicando a due libri. E' solo che rimando sempre, si la pigrizia è una gran brutta bestia. Inoltre sto pensando di 'trasformare' il blog e di ampliarlo anche alle recensioni di film che amo e che mi piacciono( o che ho trovato deludenti). Ma non so ancora bene.
Il libro che ho letto a Gennaio lo sto ancora meditando( ma succede solo a me di riflettere, di interrogarmi sui libri?), ed è ancora presto per recensirlo, ma credo che lo farò presto. In compenso, per premiare chi fosse ancora tanto folle da seguire ( se mai c'è stato o c'è) ho pensato di fare una recensione di un piccolo libro letto tempo fa. Di norma io in Quaresima leggo cose 'appropriate' al tempo, tipo encicliche, vite di santi o libri scritti da Papi, o cose del genere. Capisco che non tutti possano essere interessati a questo tipo di letture, ma il libro che vi presenterò fra poco è davvero alla porta di chiunque e lo consiglio vivamente.
Autore: Erri De Luca
Titolo: In nome della madre
Editore: Feltrinelli
Pagine: 79
Trama:
L'adolescenza di Miriam/Maria smette da un'ora all'altra. Un annuncio le mette il figlio in grembo. Qui c'è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa. L'amore smisurato di Giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tutt'altro. Miriam/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto. Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo. La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille.
Opinione personale:
Ho semplicemente amato questo piccolo libro. Perché riesce con parole semplici a narrare il più grande mistero della Storia. Riesce ad entrare con poesia e delicatezza nei pensieri di una giovane donna ( e questo è incredibile se si pensa che è stato scritto da un uomo), la cui vita è stata letteralmente stravolta. La figura di Miriam /Maria non è mai stata così vicina a qualunque donna che scopre di portare in sé una nuova vita, mai così umana, e allo stesso tempo resta comunque la più incantevole delle creature che ha saputo dire di si all'Onnipotente. Tenero e commovente, lo consiglio davvero a tutti: sono sicura che in un modo o nell'altro vi toccherà.
Citazioni:
"Miriam, sai cos'è la grazia?" "Non di preciso", risposi.
"Non è un'andatura attraente, non è il portamento elevato di certe donne bene in mostra. E' la forza sovrumana di affrontare il mondo da soli senza sforzo, sfidarlo a duello tutto intero senza neanche spettinarsi... L'ho visto su di te la sera dell'incontro e da allora l'hai addosso. Tu sei piena di grazia. Intorno a te c'è una barriera di grazia, una fortezza. Tu la spargi, Miriam, pure su di me."
"Ero felice. Essere piena, crescere come la luna, contare le settimane come per il travaso del vino, non avere il ciclo, tutto era una purezza che mi ubriacava di gioa. Di notte scostavo la tenda e respiravo il vento del cielo."
"
Il libro che ho letto a Gennaio lo sto ancora meditando( ma succede solo a me di riflettere, di interrogarmi sui libri?), ed è ancora presto per recensirlo, ma credo che lo farò presto. In compenso, per premiare chi fosse ancora tanto folle da seguire ( se mai c'è stato o c'è) ho pensato di fare una recensione di un piccolo libro letto tempo fa. Di norma io in Quaresima leggo cose 'appropriate' al tempo, tipo encicliche, vite di santi o libri scritti da Papi, o cose del genere. Capisco che non tutti possano essere interessati a questo tipo di letture, ma il libro che vi presenterò fra poco è davvero alla porta di chiunque e lo consiglio vivamente.
Titolo: In nome della madre
Editore: Feltrinelli
Pagine: 79
Trama:
L'adolescenza di Miriam/Maria smette da un'ora all'altra. Un annuncio le mette il figlio in grembo. Qui c'è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa. L'amore smisurato di Giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tutt'altro. Miriam/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto. Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo. La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille.
Opinione personale:
Ho semplicemente amato questo piccolo libro. Perché riesce con parole semplici a narrare il più grande mistero della Storia. Riesce ad entrare con poesia e delicatezza nei pensieri di una giovane donna ( e questo è incredibile se si pensa che è stato scritto da un uomo), la cui vita è stata letteralmente stravolta. La figura di Miriam /Maria non è mai stata così vicina a qualunque donna che scopre di portare in sé una nuova vita, mai così umana, e allo stesso tempo resta comunque la più incantevole delle creature che ha saputo dire di si all'Onnipotente. Tenero e commovente, lo consiglio davvero a tutti: sono sicura che in un modo o nell'altro vi toccherà.
Citazioni:
"Miriam, sai cos'è la grazia?" "Non di preciso", risposi.
"Non è un'andatura attraente, non è il portamento elevato di certe donne bene in mostra. E' la forza sovrumana di affrontare il mondo da soli senza sforzo, sfidarlo a duello tutto intero senza neanche spettinarsi... L'ho visto su di te la sera dell'incontro e da allora l'hai addosso. Tu sei piena di grazia. Intorno a te c'è una barriera di grazia, una fortezza. Tu la spargi, Miriam, pure su di me."
"Ero felice. Essere piena, crescere come la luna, contare le settimane come per il travaso del vino, non avere il ciclo, tutto era una purezza che mi ubriacava di gioa. Di notte scostavo la tenda e respiravo il vento del cielo."
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lunedì 31 dicembre 2012
lunedì 24 dicembre 2012
Buon Natale
"Il figlio di Dio per noi si è fatto uomo portando la pace all'umanità. Come i pasto lesti accorriamo."
Auguro a chi mi segue, a chi non mi segue, a chi capita qui di passaggio, o a chi bazzica da queste parti solo una volta ogni tanto, di trascorrere un lieto e felice Natale. Il Signore benedica voi e le vostre famiglie, vi porti ciò di cui avete bisogno, esaudisca i vostri desideri. Spero che passiate questo giorno serenamente, e in compagnia di chi amiate. E, magari, sotto l'alberò, fra le cose che contano davvero, spero che troviate una bella pila di libri!^O^ Buon Natale di cuore.
Sonia
martedì 27 novembre 2012
Le luci del Sud
Autore: Danielle Steel
Titolo: Le luci del sud
Editore: Sperling & Kupfer
Pgine: 399
Trama
Sono trascorsi dieci anni da quando Alexa Hamilton si è lasciata alle spalle Charleston per vivere a New York, il più lontano possibile dal misero fallimento del suo matrimonio. Oggi, Alexa è una donna felice: lavora come avvocato nel prestigioso ufficio del procuratore e ha trovato la serenità insieme con Savannah, la figlia diciassettenne che ha cresciuto da sola e che ama più di se stessa. Ma tutto cambia il giorno in cui le viene affidato il caso di Luke Quentin, accusato di aver ucciso diverse giovani donne. Mentre Alexa si prepara al processo, decisa a incastrare Quentin, Savannah riceve alcuni inquietanti messaggi. Poche righe, e una minaccia troppo grande per essere ignorata. In un attimo, Alexa vede crollare la nuova vita che si è faticosamente costruita, e si trova sul punto di perdere la cosa più preziosa di tutte: sua figlia. Per proteggerla da chi vuole farle del male, Alexa è costretta così alla scelta più difficile: cercare rifugio nel posto che aveva cercato disperatamente di dimenticare, Charleston. E proprio lì, a casa dell'ex marito, nel luogo in cui ha conosciuto le lacrime e l'umiliazione del tradimento, Alexa scoprirà che anche le vecchie ferite possono guarire. E che il passato si può dimenticare.
Opinione personale
Era da un po’ che non leggevo Danielle Steel. Anche se un paio dei suoi libri che ho letto non mi sono piaciuti molto, di solito con lei non sbaglio mai. Così è stato anche stavolta. Non so se è dipeso dal fatto che dall’ultimo suo libro che ho letto è passato un po’, ma questo libro mi è piaciuto molto. La trama in se, come potete leggere sopra, non è nulla di particolare, però regge bene. Lei scrive in modo semplice, e fluido, e questo aiuta molto: non c’è il rischio di annoiarsi. Le uniche cose che proprio non riuscivo a sopportare erano l’ex marito e la sua nuova moglie. Lui, come lo descrive l’autrice nel libro ‘ è un verme senza spina dorsale’ e lei una donna acida e cattiva, al cui confronto la strega Grimilde di Biancaneve è una stellina di zucchero, porca pupattola! Per il resto niente da dire: personaggi riusciti bene, con un certo spessore psicologico, e paesaggi descritti magnificamente. Quello che mi è piaciuto di più stavolta, oltre alla storia d’amore che nasce verso la fine, è che questo romanzo parla soprattutto di sentimenti ritrovati. Quello di una figlia verso suo padre e viceversa( almeno un lato buono quest’uomo ce l’ha: tiene ai suoi figli). Quello di una ragazza verso la propria storia. Quello di una donna che riesce a riconciliarsi con il suo passato. E quello, fra fratelli e sorelle. La piccola Daisy, giuro, è di una tenerezza disarmante . Un altro fatto per cui mi piace questo libro, ed è la seconda volta che leggo un libro della Steel che tratta quest’argomento, è che ci sa fare a descrivere i processi legali, senza annoiare. Io non ho mai letto libri legal o legal thriller, ma lei è riuscita a descrivere il processo che segue la protagonista senza essere pesante, o peggio, banale. Anzi sembra proprio che sappia quello che dice, e io sono stata curiosa fino all' ultimo di sapere come andava a finire. Lo consiglio soprattutto a chi è una lettrice appassionata dei libri della Steel.
Citazioni
“I rapporti fra le persone sono sempre così maledettamente complicati”.
“Però, ne aveva fatte di mosse coraggiose, negli ultimi tempi!Aveva mandato Savannah a Charleston, era andata a trovarla là, aveva praticamente sepolto l’ascia di guerra con Tom, e adesso stava per cambiare lavoro e città. Era venuto anche per lei il momento di crescere, di allargare gli orizzonti.”
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